Assunzioni nella Sanita! O no?

Vi è mai successo che in vista di appuntamenti elettorali non vi fossero annunci di concorsi ed assunzioni? La domanda è evidentemente retorica.

Puntualmente anche in vista delle prossime elezioni regionali, il prode Assessore alla Sanità Baldo Gucciardi ci comunica che secondo le sue stime ci potrebbero essere circa 4.500 contratti di assunzione. Ma ovviamente c’è il trucco.

Infatti due terzi di questi contratti consisteranno, da un lato nella stabilizzazione dei precari di Asp e ospedali, dall’altro nel ricorso (obbligatorio per legge) alla mobilità: alla possibilità, insomma, che i siciliani attualmente in servizio in altre Regioni possano tornare nell’Isola.

Così in un colpo solo spariscono 3 mila posti per la ragione banale che sono persone che già lavorano nella struttura sanitaria.

Ma non finisce qui, perché per bandire i concorsi occorre che le ASP definiscano le piante organiche e il cosiddetto “atto aziendale”. Le prime non avrebbero senso, senza quest’ultimo, visto che è il documento col quale viene delineata la “mappa” (dipartimenti, unità complesse, ecc..) di una azienda e di un ospedale.

“Noi però i criteri alla base degli atti aziendali non li abbiamo mai approvati”. A denunciarlo sono i sindacati dei medici (sia la Cgil che il Cimo). Un passaggio non secondario. Visto che il “tavolo tecnico” con le sigle è un fatto vincolante e previsto dalla legge.

Renato Costa, della Cgil Medici, sostiene con chiarezza che “ si straparla di assunzioni addirittura sparando cifre che non vogliono dire nulla. Prima l’atto aziendale deve passare dal confronto con le sigle, poi l’assessorato deve verificare il rispetto dei principi fissati dalla normativa nazionale. Solo allora si potrà parlare di assunzioni”. “I tavoli aziendali con i sindacati – conferma Angelo Collodoro del Cimo – non solo sono obbligatori, ma servono anche per segnalare in assessorato le anomalie degli atti. La forzatura di direttori e assessorato è incomprensibile. Si pensi che l’ultima approvazione di questi atti risale al periodo in cui l’assessore era Massimo Russo”.

Proprio quest’ultimo si era visto bloccare i concorsi dal TAR perché avevano ignorato di prevedere la mobilità cioè prima di assumere nuove persone, bisogna riportare in Sicilia coloro i quali si trovano sparsi per la penisola e abbiano intenzione di tornare. La mobilità extraregionale, appunto. Che si aggiunge a quella tra le province siciliane.

La priorità, quindi, dovrà spettare a loro; poi si passerà alla stabilizzazione dei precari storici. Un riconoscimento sacrosanto, ma che non si traduce, appunto, nell’immissione di nuovi lavoratori.

Sostanzialmente i nuovi assunti rappresenteranno un numero residuale.

“Anzi – dichiara Renato Costa della CGIL Medici – mentre qualche azienda potrà assumere, altre saranno persino costrette a tagliare, a mettere personale in esubero”. Il motivo? Semplice: il contributo per quest’anno è stato allineato a quello del 2011. Questo riferimento è stato vantaggioso per alcune aziende, che potranno contare su un budget maggiore rispetto a quello dell’anno scorso, ma sfavorevole per altre. Penso ad esempio alle Asp di Enna e Agrigento, che avranno uno stanziamento inferiore a quello dell’anno scorso. E verosimilmente saranno costrette a licenziare. Stanno creando un pasticcio enorme”.

Le campagne elettorali dei “professionisti della malapolitica” per svolgersi hanno bisogno di vendere fumo o del gioco delle tre carte.

Era mai possibile che il “rivoluzionario della chiacchiera”, alias Crocetta, e il prode assessore Gucciardi ci risparmiassero questa pratica?

La domanda è ovviamente retorica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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