Contro il terrorismo, un PATTO DI CIVILTA’.

di Enzo Coniglio
Il terrorismo non è un’emergenza. È un fatto strutturale
Sgozzare un prete in un paesino periferico come Rouen, lontano dalla capitale e dalle grandi città francesi e soltanto perché è un prete. Questa sì che è una notizia che rivoluziona i nostri schemi mentali.
Parigi val bene una messa e si può cercare di metterla in sicurezza. Più complicato mettere in sicurezza Nizza ma ci si può provare; però pensare di mettere in sicurezza 40.000 chiese nella sola Francia, è un’impresa impossibile, è pura follia!
E allora che fare? Come difendersi? 
Dobbiamo innanzitutto prendere atto dell’ampiezza del fenomeno e affrontarlo con assoluta serietà.
Le vittime del terrorismo nel mondo durante il 2014 sono state 32.658, con un incremento dell’80% rispetto al 2013. I morti per terrorismo negli ultimi 45 anni, nell’Europa occidentale, sono stati 6.211 di cui 1.400 nel 2014.
È da ricordare che molti attentatori in Europa, sono cittadini europei di origine arabo-mediterranea o medio orientale di seconda o di terza generazione.
Queste scarne cifre ci fanno pensare che gli attentati terroristici sono rivolti marginalmente verso Paesi occidentali e sono compiuti spesso da cittadini europei che esprimono disagi personali e sociali di gruppo, che poco hanno a che fare con l’Islam e molto con la mancata integrazione dei figli degli immigrati di seconda e di terza generazione nel tessuto occidentale.
Una lotta al terrorismo quindi non può non essere rigorosamente affrontata con strumenti diversi nei Paesi di origine e nei Paesi di destinazione finale e non può non tener conto delle caratteristiche specifiche di ogni Paese.
  1. Dobbiamo innanzitutto chiudere al più presto i focolai di guerrache abbiamo ampiamente contribuito a creare e/o a fomentare.
  2. Dobbiamo ridurre drasticamente le sacche di povertà nella sponda sud del Mediterraneo e nell’Africa sub sahariana, responsabile di una fetta notevole del fenomeno migratorio di massa.
  3. Bloccare la vendita di armi ai Paesi coinvolti nei conflitti e ai Paesi-canaglia che li finanziano. Bandire le multinazionali, le lobbies e le associazioni criminali associate a tali fenomeni.
  4. Convertire almeno il 50% delle spese militari in spese sociali e in investimenti produttivi nei Paesi di origine o in conflitto.
  5. Ridisegnare la politica di immigrazionee soprattutto riqualificare le aree europee ad alta presenza migratoria per adeguarle agli standard di vita europei; aumentare il livello dell’istruzione e l’assistenza sanitaria.
  6. naturalmente, dobbiamo disegnare all’interno dell’Unione Europea, una politica comune e integrata per prevenire e scoraggiare il più possibile le “tentazioni terroristiche” presenti, concrete e che non mancheranno di manifestarsi nei prossimi mesi. Spetta a noi contrastarli con un Piano Organico di Intervento comune europeo.
In una parola, bisogna riscrivere un PATTO DI CIVILTÀ geopolitico che unisca la vecchia Europa, il Mediterraneo, il Medio Oriente e l’Africa sub-sahariana. In caso contrario, non riusciremo a sconfiggere il terrorismo e vivere in pace.
E’ questo l’unico modo per mettere in sicurezza noi stessi e la vecchia sgangherata Europa.
Enzo Coniglio

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