Crocetta. La rivoluzione delle chiacchiere.

Gli annunci stanno a zero. Così si potrebbe sintetizzare l’azione di governo del “rivoluzionario” Crocetta.

Vi ricordate la riforma delle province, annunciata all’Arena di Giletti circa tre anni fa. Avevate  creduto che era cosa fatta? L’unico provvedimento valido è stato una leggina di scioglimento degli organi democraticamente eletti, sostituiti da commissari nominati da Crocetta. Per il resto la legge di riforma è stata impugnata dal Governo nazionale ed è in attesa di essere approvata di nuovo. Risultato capolavoro: avendole sciolte, prima di fare nascere le nuove, la situazione è disastrosa, gli enti sono senza una lira e il Governo nazionale ha ridotto a zero i trasferimenti.

Si può continuare con la cosiddetta riforma della formazione professionale che ha smantellato larga parte di un settore che vedeva migliaia di addetti. Crocetta aveva garantito che i lavoratori non avrebbero pagato con il licenziamento le colpe dei gestori degli enti. Risultato migliaia di licenziamenti e nessuna riforma della formazione che, in una regione come la Sicilia che necessita di sviluppo, dovrebbe essere considerato un settore strategico.

Come non parlare delle aree di sviluppo industriale: riforma da parte del governo Lombardo che avrebbe dovuto trovare il suo compimento con il Governo Crocetta. Risultato l’Irsap (il nuovo istituto che dovrebbe gestire le aree industriali) è commissariato perché il presidente Cicero se n’è andato denunciando scandali e malaffare. Il governo Crocetta aveva fatto vanto del suo asse con Confindustria Sicilia delegando questo ramo dell’amministrazione proprio a loro. I risultati sono di fronte ai nostri occhi.

Vi ricordate delle partecipate della Regione che dovevano essere liquidate rapidamente. Circa 20 sono ancora in vita con costi per noi e utilità zero.

Questi sono solo alcuni dei fallimenti conclamati. Poi vi sono i grandi nodi come la gestione delle acque e dei rifiuti che sono in una situazione disastrosa e che rendono la nostra isola da gioiello a discarica a causa di una gestione dissennata di questo settore. Crocetta aveva promesso che avrebbe impedito la costruzione di inceneritori e ha invece accettato la scelta del Governo nazionale di costruirli.

La morale: l’arte del governo è una cosa seria e complessa, che non può certo essere delegata a un “rivoluzionario della chiacchiera” come Crocetta che di capacità ne ha dimostrata ben poca.

IL BLOG LA NAZIONE SICILIANA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO CROCETTA DEL 30 MARZO A PALERMO.

 

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