Quella destra radicale e fondamentalista che piace alla sinistra che ha bisogno di un nemico.

Quella destra radicale e fondamentalista che piace alla sinistra che ha bisogno di un nemico

di Lucia La Viritati

La sinistra litiga da sola per definizione, ma poi ha bisogno di un nemico.

Un nemico vero, cattivo, volgare, razzista e violento.

Uno di quei nemici che ti rassicura; che ti fa capire che sei dalla parte dei buoni, di quelli che hanno ragione.

Uno di quei nemici che ti costringe a pensare che sei nel giusto anche se il popolo ti volta le spalle e si schiera contro di te.

Per questo la sinistra ha goduto quando il centrodestra unito si è astenuto (sbagliando, ma con qualche ragione) sulla mozione Segre e non ha cercato alcuna mediazione.

Per questo si ringalluzzisce quando uno stupido tifoso razzista di una curva insulta Balotelli e utilizza in modo dispregiativo la parola negro.

Per questo non accetta neanche l’esistenza di una destra liberale e moderata.

Per questo infine tenta di demonizzare Salvini e la Meloni (che pure hanno i loro difetti) esattamente come per anni ha tentato di demonizzare Berlusconi (a cui i difetti certo non mancano).

La sinistra delle tasse, delle rigidità ideologiche, quella che boicotta Israele e che difende Maduro vede solo i difetti degli altri e spera che siano tali da nascondere i propri.

I violenti, i razzisti, i fascisti, gli ultrà vanno isolati per quello che sono, ma anche perché rappresentano il migliore alibi per  una sinistra che non ha ancora cambiato millennio.

Un centrodestra liberale che vuole tagliare una tassazione esagerata che blocca lo sviluppo, un centrodestra delle opportunità e del merito, un centrodestra che si batte contro ogni eccesso statalista deve isolare fascisti, razzisti e violenti anche perché questi sono antitetici ai valori del liberalismo e della democrazia e sono quindi i migliori amici di una sinistra che ha bisogno di un nemico.

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