L’insopportabile ricatto di Musumeci alla coalizione.

Da alcuni giorni si assiste ad un turbinio di dichiarazioni stupefacenti del candidato Musumeci e di alcuni dei suoi più accaniti sostenitori.

Si va da “Musumeci va avanti lo stesso” al ripetutissimo “Tanto Nello Musumeci non si ritirerà” fino ad arrivare a “Mi candido lo stesso, anzi sono già candidato”.

Una ridda di dichiarazioni che sembrano tese a costringere tutti gli alleati ad accettare una candidatura che in caso contrario spaccherebbe il centrodestra e lo farebbe perdere.

Tutte le caratteristiche di un ricatto bello e buono nei confronti di Forza Italia e di Silvio Berlusconi che hanno proposto (e non imposto) al confronto della coalizione la candidatura del professore Gaetano Armao, leader dei SicilianIndignati.

Ieri l’ultimo insopportabile avviso in un comunicato ufficiale di Diventerà Bellissima (il movimento di Musumeci): “Nel corso dell’incontro del Movimento è stato dato il via alla campagna promozionale della candidatura che partirà nelle prossime ore in tutte le nove province”. Che tradotto dal politichese vuol dire: “O mi venite dietro o peggio per voi”.

Il tentativo è chiaro: mettere tutti davanti al fatto compiuto.

Per quanto ci riguarda tutto questo è inaccettabile ed ha il sapore dell’irresponsabilità suicida.

Il candidato di un area estrema e minoritaria che utilizza metodi estremi e minoritari per imporsi impedendo un dibattito tra tutte le componenti della coalizione. Metodi rafforzati dal vecchio trucco di far parlare esponenti marginali degli altri partiti con i quali sono già state con tutta evidenza concordate garanzie in caso di vittoria.

Come blog appartenente all’area sicilianista che ha stretto un’alleanza programmatica con il centrodestra, respingiamo ogni forzatura ricattatoria e facciamo appello a Forza Italia, a Silvio Berlusconi e agli altri partiti della coalizione perchè venga respinta.

Chi sostiene di essere l’unico candidato possibile altrimenti fa saltare tutto in aria, si rende responsabile di una inesorabile corsa verso la sconfitta.

Per Musumeci peraltro non sarebbe la prima.

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