Sicilia: IRAP e Addizionale IRPEF, le più alte d’Italia.
Pagare di più, per avere di meno.

Una delle condizioni essenziali per immaginare una ripresa dello sviluppo e della crescita in Sicilia, è una diminuzione del carico fiscale sulle persone e sulle imprese.

Cosa fa invece il governo regionale, di concerto con quello nazionale? L’esatto contrario.

L’addizionale IRPEF per il 2016 è all’1,73%, uno dei valori più alti tra le regioni italiane.

L’IRAP è al 4,82%, anch’esso tra i valori più alti.

Cos’è e a cosa serve l’addizionale IRPEF? Venne istituita per ripianare il deficit di bilancio delle regioni con il sistema sanitario in deficit. In Sicilia vi era un deficit sanitario elevato, per cui lo Stato centrale impose una addizionale base del 1,4% cui venne aggiunto un ulteriore 0,33%. Addizionale che, però, è stata mantenuta anche dopo il ripianamento del deficit sanitario, e viene ora utilizzata per coprire altri buchi di bilancio.

Un governo regionale degno di questo nome avrebbe aperto un confronto istituzionale per ridurre questa aliquota. Ma chiedere questo a Crocetta è come chiedergli di andare sulla Luna.

Stesso discorso vale per l’IRAP, imposta che viene utilizzata per pagare la spesa sanitaria. L’aliquota base è del 3,9%, che in Sicilia viene maggiorato del 0,92%. Anche questo valore potrebbe essere ridiscusso ma il governo centrale si guarda bene dal farlo perché dovrebbe contribuire con maggiori risorse alla spesa sanitaria e noi siciliani continuiamo a pagare più degli altri e ad avere meno servizi.

Come si vede anche da questa vicenda, la Sicilia continua ad essere considerata una colonia da spremere.

Se non viene ripensato, anche attraverso formule compensative del divario, il carico fiscale sulle persone e sulle imprese è illusorio immaginare uno sviluppo reale per la Sicilia. La vicenda dell’Irap e dell’addizionale Irpef è lì a dimostrarlo.

Ma per ottenere tutto questo occorre un Governo regionale non dipendente dal Governo e dai partiti italiani.

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