L’ENERGIA ELETTRICA SICILIANA VA ANCHE A MALTA. E ALLA SICILIA NESSUN GUADAGNO.

Da aprile 2015 è attiva l’interconnessione elettrica tra Sicilia e Malta con un cavo in alternata a 220 kV.
L’interconnessione che collega la sottostazione elettrica di Terna a Marina di Ragusa con il terminale Magħtab di Enemalta ha una lunghezza di 120 km circa di cui 98 sottomarini.
Grazie all’importazione di energia elettrica dalla Sicilia attraverso questa interconnessione, Malta ha dismesso la centrale ad olio combustibile di Marsa, tagliando le proprie emissioni di CO2, parametro richiesto dalle direttive dell’UE sulle energie rinnovabili, in un certo senso “esportando” statisticamente le proprie emissioni altrove – infatti nell’ultimo anno Malta ha ridotto di circa 25% le sue emissioni di CO2 – nonostante non importi al momento energia rinnovabile con la nuova connessione.
Altri vantaggi per l’Isola dei Cavalieri sono la possibilità di partecipare al mercato elettrico italiano, e i minori costi dovuti ai minori consumi di costoso olio combustibile. Nel grafico si può vedere come dall’aprile 2015 la produzione di elettricità di Malta sia calata a causa dell’importazione di energia siciliana:

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Ancora una volta sorge lecita una domanda. Quali vantaggi trae la Sicilia dall’esportazione di questa energia elettrica?
La risposta è nessun vantaggio. I profitti vanno tutti alle compagnie d’oltre Stretto che hanno impianti in Sicilia e che versano le tasse allo Stato italiano.
Si tratta dell’ennesimo caso di violazione dell’art. 37 dello Statuto della Regione Siciliana che recita:
  1. Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell’accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi.
  2. L’imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima.
Ecco uno dei motivi che spiega i continui attacchi allo Statuto speciale. Senza lo Statuto questi scippi da parte di compagnie e istituzioni italiane diventerebbero a tutti gli effetti legittimi.
Stimiamo in maniera cautelativa la cifra di risorse annue sottratte alla Sicilia da questa violazione di un articolo di valenza costituzionale. Supponiamo che la regione guadagni circa 5 centesimi di euro per ogni chilowattora di energia esportata. L’esportazione di energia verso malta nel 2015 è stata di 1,048 miliardi di chilowattora, Moltiplicando 1,048 mld di kWh x 0,05 = 52,4 milioni di euro sottratti alla Sicilia.
Oltre 50 milioni di euro di entrate correnti che confluiscono nelle casse dello Stato italiano senza nessun beneficio per i siciliani. Questa cifra aggiunta ai mancati 100 milioni di euro circa di entrate dall’esportazione di elettricità verso il continente italiano (che aumenteranno con la nuova interconnessione Sorgente-Rizziconi – leggi link) fa 150 milioni di € sottratti alla Sicilia ogni anno.
Il movimento indipendentista Sicilia Nazione ha dichiarato di essere favorevole alle interconnessioni, siano esse con l’Italia o con altri stati, ma che questa produzione ed esportazione siciliana non può continuare senza che la Sicilia ne ricavi i legittimi benefici previsti dallo Statuto.
Le ragioni apportate in questo articolo siamo sicuri che daranno supporto a Sicilia Nazione e a quanti credono che la lotta politica in difesa dell’autonomia siciliana sia la strada giusta da percorrere e che sono stanchi di un’Italia, che restituisce alla Sicilia molto meno di quello che le spetta.

3 pensieri riguardo “L’ENERGIA ELETTRICA SICILIANA VA ANCHE A MALTA. E ALLA SICILIA NESSUN GUADAGNO.

  • 20 luglio 2016 in 23:11
    Permalink

    Leggendo questo articolo ,se vero, sono veramente indignato . Già se ne sentono di tutti i colori nei vari TG nazionali e locali e cioè ,di persone ‘x bene’ che rubano a destra e a manca senza provvedimenti seri nei loro confronti ,ora pure questa notizia è quindi oltre ad essere indignato sono pure schifato di tutto quello che succede nel nostro paese . La colpa di tutto questo sono i vertici e di chi ci governa ,e non voglio dire altro xke non voglio trascendere a livelli di bassifondi con oss.e risp.(x ora) GT

    Risposta
  • 21 luglio 2016 in 14:12
    Permalink

    Come non ha nessun vantaggio la Sicilia? Vuoi mettere l’aria
    che ti inquina i polmoni e sparge i suoi veleni nelle campagne
    circostanti le centrali di produzione di energia elettrica di Gela
    e Augusta (Priolo Gargallo), alimentate con il pet coke, un
    combustibile schifosissimo e inquinantissimo, che però costa
    pochissimo, così risparmiano sulle tasse (art.37) e sulla materia
    prima. Tutti guadagnano, Malta respira aria pulita ad un prezzo
    concorrenziale, i gestori risparmiano, e i siciliani che pagano l’energia
    elettrica ( se per questo anche la benzina) più cara d’italia e più
    cara di Malta, con in sovrappiù, si riempiono i polmoni di catrame.
    P.S. Il Pet Coke è vietatissimo in molte parti del mondo, ma in Sicilia
    è il benvenuto, anzi, in Sicilia viene anche prodotto come scarto dalla
    raffinazione del petrolio siciliano.

    Risposta
  • 24 luglio 2016 in 10:34
    Permalink

    Si, la Sicilia produce petrolio da circa 50 anni, è la seconda regione d’italia per quantità
    estratta, ufficialmente circa il 18% della produzione complessiva nazionale, ma a quanto
    pare una percentuale sottostimata. Quanto vale il petrolio siciliano ? Per i siciliani solo
    briciole e veleni, le royalties pagate sono veramente vergognose, le più basse del mondo
    al 7%, ma per ogni giacimento aperto, le prime migliaia di tonnellate di petrolio estratto
    non vengono calcolate, chi controlla quando si supera il limite ? Considerato che raffiniamo
    anche il 58% del petrolio nazionale dovremmo pagare i carburanti 30 centesimi a litro
    invece abbiamo il prezzo più alto d’italia, i nostri politici alla regione non fiatano perché
    hanno una bella sarda da leccare, il resto dei siciliani si leccano la lisca e forse manco
    quella. Ricordate che in Sicilia insistono otto raffinerie di petrolio, che ammorbano l’aria,
    considerate anche che in base all’art.33 dello Statuto Speciale il petrolio estratto nella
    nostra isola è dei siciliani, Statuto purtroppo non applicato. Infatti le concessioni alle
    trivelle vengono concesse dall’italia, che percepisce i maggiori proventi da questa
    attività.

    Risposta

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