Perché l’ANAC non interviene sulla violazione delle norme sulla trasparenza in Sicilia?

L’associazione Sicilia OpenGov che da anni ormai si batte per la trasparenza e la libertà di informazione amministrativa in Sicilia, ha scritto una lettera al Presidente e ai componenti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) chiedendo la motivazione dei mancati interventi in relazione agli ormai numerosi esposti inviati sulla situazione di grave violazione della legge sulla trasparenza amministrativa da parte della Regione Siciliana e delle sue società partecipate.

In particolare Sicilia OpenGov (il cui presidente è l’avvocato Gaetano Armao), riporta l’esempio clamoroso della società partecipata Sicilia e-servizi, presieduta dal dott. Ingroia. La società ha infatti da ben tre anni in allestimento la sezione Amministrazione Trasparente del sito, con la conseguenza che i compensi, i contratti e i curriculum e le dichiarazioni di incompatibilità dei dirigenti non sono pubblicati, come invece prevede la legge.

Nella lettera si contesta in modo netto l’immobilismo dell’ANAC (presieduta da Raffaele Cantone) e si legge testualmente che “Se la legalità è … poco trasparente, è possibile soltanto poiché codesta Autorità, avuto riguardo alle molteplici segnalazioni che questa Associazione ha inviato, non solo non ha offerto il dovuto riscontro, ma addirittura, di fronte a vicende eclatanti, ha omesso di intervenire.

Il blog La Nazione Siciliana si associa alla netta richiesta di intervento avanzata dall’associazione Sicilia OpenGov.

A seguire pubblichiamo il testo completo della lettera.

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Al Presidente

ed ai componenti dell’ANAC

Via posta elettronica certificata

 

Palermo, 22 febbraio 2016

 

Oggetto: Omesso riscontro sui reiterati esposti nei confronti del Governo regionale siciliano ed, in particolare, della Società Sicilia e-servizi S.p.a. per violazione delle norme sulla trasparenza totale in materia di nomine ed incarichi. – Richiesta di urgente intervento e riscontro.

 

Con molteplici comunicazioni e solleciti – che si allegano ad ogni effetto – questa Associazione, che da anni opera per la libertà di informazione amministrativa in Sicilia, ha portato a conoscenza di codesta Presidenza la situazione di grave violazione dei precetti sanciti dal D.lgs. n. 33 del 2013 e s.m.i. e degli atti generali e di indirizzo della stessa Autorità in materia di trasparenza totale da parte della Regione siciliana e delle sue società partecipate.

 

Più specificatamente, è stata evidenziato il contesto di grave violazione che riguarda gli incarichi conferiti nella e dalla Società Sicilia e-servizi, società ormai a totale partecipazione regionale, la cui sezione “amministrazione trasparente” è emblematica dello stato di elusione sistemica dei richiamati precetti.

 

Sono stati parimenti inviati i Rapporti sull’Open government in Sicilia 2014 (https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/101609/130911/E-Book%20Open%20Gov%20-%20trasparenza.pdf) e 2015 (https://www.unipa.it/dipartimenti/dems/.content/documenti/pubblicazioni/ebook-english-Prof-Armao-8-giugno-151.pdf) che i segnalati inadempimenti individuavano puntualmente per ogni ramo di amministrazione regionale e per alcune società regionali. Anche in questo caso nessun riscontro o seguito è stato dato alle gravi violazione di legge constatate

 

È di ieri poi la pubblicazione dell’intervista del dott. M. Pirillo, dirigente generale dell’Ufficio informatico regionale, il quale afferma, correttamente, “a proposito di chiarezza una domanda ad Ingroia. Perché i compensi, i contratti ed i curriculum e le dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità dei dirigenti e del personale non sono pubblicati, così come i bilanci ed altro ancora, sul sito www.siciliaeservizi.it nella sezione Amministrazione Trasparente che da tre anni è in allestimento? Sa perché glielo chiedo Ingroia? Perché ha detto che tutti i dati sono pubblici ma a parte qualche fotografia con strette di mano non si trova niente!” (se ne può leggere il contenuto integrale in http://m.livesicilia.it/2016/02/21/il-dirigente-dellinformatica-pirillo-ingroia-offende-me-e-la-regione_717720/).

 

Ebbene, al di là del condivisibile apoftegma del vertice burocratico della Regione siciliana sulla vicenda della Società Sicilia e-servizi, questa situazione di violazione della normativa di riferimento nell’ambito della Regione, ed in particolare di società ed i enti regionali ( è di oggi un nuovo articolo di A. Sabella Da Sicilia e-servizi all’Ast. Se la legalità è… poco trasparente, http://livesicilia.it/2016/02/22/da-sicilia-e-servizi-allazienda-trasporti-quando-la-legalita-e-poco-trasparente_717964/) – oggi nuovamente acclarata – è possibile soltanto poiché codesta Autorità, avuto riguardo alle molteplici segnalazioni che questa Associazione ha inviato, non solo non ha offerto il dovuto riscontro, ma addirittura, di fronte a vicende eclatanti, ha omesso di intervenire.

 

Tale situazione di stallo consente il consolidarsi di inaccettabili zone di impunità nell’Amministrazione regionale siciliana che non possono in alcun modo più essere giustificate e tollerate poiché ledono i diritti che il legislatore ha inteso accordare ai cittadini, anche siciliani.

 

Si chiede, quindi, di procedere quindi senza ulteriore indugio, dandone anche pubblicamente la dovuta informazione.

 

La presente viene inviata agli Illustri componenti di codesta Autorità per opportuna e sicuramente risolutiva conoscenza.

 

In attesa di tempestivo riscontro si porgono distinti saluti

 

Il Presidente

Gaetano Armao

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