Una manifestazione triste.
Adesso basta con i minoritarismi.
Siamo indipendentisti ma vogliamo vincere.

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Come sapete, pur con molti dubbi, abbiamo aderito alla manifestazione anonima del 30 marzo a Palermo contro Crocetta.
Avevamo torto e i nostri dubbi avevano ragione.
Cinquecento persone assolutamente eterogenee e divise tra loro hanno sfilato in una città che li ha vissuti come marziani.
Si era detto solo bandiere siciliane e invece vi erano decine di bandiere rosse dei Cobas e di non meglio definiti Partiti Comunisti, oltre a qualche sparuto movimento neoindipendentista che, come ai tempi dell’estremismo di sinistra, nel tentativo di apparire egemone aveva più bandiere (con il nome del proprio gruppuscolo) che militanti. Presente anche un volenteroso deputato in carica di Forza Italia.
Un centinaio di bandiere siciliane erano sventolate dagli ingenui organizzatori e da pochi altri ai quali va dato atto di avercela messa tutta. A loro va la nostra simpatia, accerchiati da tutti coloro che hanno tentato di strumentalizzarli.
Adesso bisogna però domandarsi a cosa è servito questo piccolo e poco unitario corteo che già domani sarà assolutamente dimenticato.
Nelle ambizioni della vigilia doveva trattarsi addirittura della nascita dell’opposizione di piazza del popolo siciliano. Qualche sciocco era persino arrivato a sostenere che avremmo rovesciato Crocetta con la forza della mobilitazione popolare.
Saremo controcorrente e verremo aspramente criticati dai “custodi della verità”, ma vogliamo dire con chiarezza alcune cose.
E’ ora di finirla con il minoritarismo di chi si sente confortato dal fatto che siamo pochi ma buoni anche se così si perderà sempre.
E’ ora di dire basta al leaderismo, alle divisioni, ai cortei nei quali ognuno pensa di diventare forte portando tante bandiere.
Gli indipendentisti hanno il dovere di farsi una semplice domanda: vogliamo vincere o testimoniare?
Noi del blog La Nazione Siciliana vogliamo vincere e siamo stufi di quelli che dicono meglio pochi ma buoni e che accusano tutti gli altri di non essere indipendentisti.
Noi vogliamo costruire un fronte unitario che metta fuori solo tutti i partiti italiani, mettendo invece dentro indipendentisti, autonomisti, liste civiche e siciliani che sentono il bisogno di cambiare.
Abbiamo un dovere nei confronti della Sicilia: essere capaci di rappresentare l’alternativa.
Chi non se la sente e preferisce giocare al militante sfigato è pregato di mettersi di lato.

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